Sono tranquillo,
altrettanto siatelo voi 
di Matteo Setti Peterlini


Abstract:
Ezio Setti nasce a Marco di Rovereto nel 1887 da Sebastiano e Maria Aste. Scoppiata la Prima guerra mondiale, lascia la sua città e vi rientra nel 1919. Diventa sindaco, si sposa con Veronica Vaccari e dalla loro unione nascono quattro figli. L'affermarsi del fascismo lo porta presto a Milano, operaio alle dipendenze della Caproni. Dopo l'armistizio, collabora con la Resistenza. Arrestato l’11 marzo 1944 con l'accusa di aver partecipato agli scioperi di quell’anno, è imprigionato nel carcere di S. Vittore, poi trasferito a Bergamo, infine deportato nel lager di Mauthausen dove muore l'11 settembre 1944.

Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi si compone di una esposizione documentale, che presenta tracce e documenti dalla vita di Ezio Setti, e di un’installazione dedicata all’ultima lettera scritta da Setti e lasciata cadere dal treno che lo portava a Mauthausen.

Sedi del Progetto

Sezione documentale: Museo della Città, palazzo Sichardt, Rovereto
Installazione: Sottopassaggio della Stazione dei Treni di Rovereto


Date
Dal 31 gennaio al 14 marzo 2026


Sezione documentale
Ezio Setti, Marco 1887 – Mauthausen 1944, Tracce e documenti
Al Museo della Città viene presentato un percorso storico con documenti originali della vita di Ezio Setti, dalla sua nascita alla sua deportazione a Mauthausen.

Installazione
Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi
L'installazione è pensata per uno spazio di transito quotidiano, dove il passante può imbattersi casualmente in una
traccia storica che riaffiora nel presente. Si compone di:
 
dispositivo: replica la caduta dell'ultima lettera scritta da Ezio Setti dal treno diretto a Mauthausen. La lettera — una copia numerata — può essere trovata a terra o volteggiare nello spazio, ricreando l'evento casuale del suo ritrovamento.

corpus fotografico: 23 fotografie in bianco e nero realizzate con macchina fotografica del 1940, che documentano i luoghi di Ezio Setti. Le immagini testimoniano la persistenza fisica di questi luoghi nella geografia contemporanea e nella memoria collettiva.

Concept:Il progetto nasce da una memoria storica e familiare — Ezio Setti era lo zio della madre dell'artista — ed è costituito da un'installazione che crea un ambiente in cui il visitatore occasionale diventa testimone e parte attiva di un atto di trasmissione. Lo spazio del sottopassaggio ferroviario diventa metafora del viaggio forzato e del transito verso la deportazione, ma anche opportunità di incontro tra presente e passato. Il ripetersi ciclico della caduta della lettera evoca un "salto nel tempo e nello spazio" che permette di ricongiungersi con Ezio, ancora una volta, nonostante la sua assenza.


Biorgafia breve
Matteo Setti Peterlini, (Rovereto 1970), vive tra Berlino e Rovereto (Italia), nella sua pratica artistica utilizza diversi media (fotografia, algoritmi, video, performance, disegni, oggetti e installazioni) per creare ambienti e situazioni relazionali che mettono in discussione le convenzioni culturali e percettive. I suoi lavori sono stati ospitati in diverse sedi e manifestazioni tra cui: Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), MART Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica di Arte Contemporanea (Trento), daadgalerie (Berlino), Casa del Mantegna (Mantova), Mese Europeo della Fotografia, Berlinische Galerie (Berlino), Bast'Art (Bratislava), Maison Européenne de la Photographie (Parigi), Museum auf Abruf (Vienna), Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean (Lussemburgo), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Yunnan Arts Institute YanBoTing (Kunming), Kopfbau Art Basel (Basilea), MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma).


Un progetto a cura di
Nuovo Cineforum Rovereto


In collaborazione con
Fondazione Caritro
Fondazione Museo Civico di Rovereto


Con il patrocinio di
Comune di Rovereto
ANPI Rovereto - Vallagarina "Angelo Bettini"
MITAG - Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto
ANED - Nazionale


Partner tecnico
MGT Italia, Rovereto



Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi
La Lettera, Installazione
Quest'opera nasce da una memoria storica legata alla figura di Ezio Setti, deportato e ucciso a Mauthausen nel 1944. L'installazione unisce l’elemento documentale e quello evocativo, per ricreare il momento in cui Ezio lanciò una lettera dal treno durante il trasporto verso il campo di concentramento. L’allestimento fotografico e l’installazione sono pensate per spazi di transito, in cui il passante può fermarsi per alcuni minuti e incontrare la storia, non ancora dimenticata, di un deportato. L’opera si attiva nella possibilità del gesto: il foglio caduto a terra può essere raccolto, letto, preso in mano. In questo atto minimo, il visitatore non è più solo osservatore, ma parte dell’opera stessa, diventando tramite della ritrasmissione dell’ultima lettera.

video dell'installazione della lettera presso il Sottopassaggio della stazionedei Treni di Rovereto


Intervento a Memorie Familiari, Casa della Memoria, Milano, 23 febbraio 2025

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