Sono tranquillo,
altrettanto siatelo voi 
di Matteo Setti Peterlini
Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi — installazione di Matteo Setti Peterlini Ritratto di Ezio Setti

Quest'opera nasce da una memoria storica legata alla figura di Ezio Setti, deportato e ucciso a Mauthausen nel 1944. L'installazione unisce l'elemento documentale e quello evocativo, per ricreare il momento in cui Ezio lanciò una lettera dal treno durante il trasporto verso il campo di concentramento. L'allestimento fotografico e l'installazione sono pensate per spazi di transito, in cui il passante può fermarsi per alcuni minuti e incontrare la storia, non ancora dimenticata, di un deportato. L'opera si attiva nella possibilità del gesto: il foglio caduto a terra può essere raccolto, letto, preso in mano. In questo atto minimo, il visitatore non è più solo osservatore, ma parte dell'opera stessa, diventando tramite della ritrasmissione dell'ultima lettera.


Abstract:
Ezio Setti nasce a Marco di Rovereto nel 1887 da Sebastiano e Maria Aste. Scoppiata la Prima guerra mondiale, lascia la sua città e vi rientra nel 1919. Diventa sindaco, si sposa con Veronica Vaccari e dalla loro unione nascono quattro figli. L'affermarsi del fascismo lo porta presto a Milano, operaio alle dipendenze della Caproni. Dopo l'armistizio, collabora con la Resistenza. Arrestato l'11 marzo 1944 con l'accusa di aver partecipato agli scioperi di quell'anno, è imprigionato nel carcere di S. Vittore, poi trasferito a Bergamo, infine deportato nel lager di Mauthausen dove muore l'11 settembre 1944.

Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi si compone di una esposizione documentale, che presenta tracce e documenti dalla vita di Ezio Setti, e di un'installazione dedicata all'ultima lettera scritta da Setti e lasciata cadere dal treno che lo portava a Mauthausen.

Sedi del Progetto

Sezione documentale: Museo della Città, palazzo Sichardt, Rovereto
Installazione: Sottopassaggio della Stazione dei Treni di Rovereto


Date
Dal 31 gennaio al 3 maggio 2026


Sezione documentale
Ezio Setti, Marco 1887 – Mauthausen 1944, Tracce e documenti
Al Museo della Città viene presentato un percorso storico con documenti originali della vita di Ezio Setti, dalla sua nascita alla sua deportazione a Mauthausen.

Installazione
Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi
L'installazione è pensata per uno spazio di transito quotidiano, dove il passante può imbattersi casualmente in una traccia storica che riaffiora nel presente. Si compone di:
 
Dispositivo: replica la caduta dell'ultima lettera scritta da Ezio Setti dal treno diretto a Mauthausen. La lettera — una copia numerata — può essere trovata a terra o volteggiare nello spazio, ricreando l'evento casuale del suo ritrovamento.

Corpus fotografico: 23 fotografie in bianco e nero realizzate con macchina fotografica del 1940, che documentano i luoghi di Ezio Setti. Le immagini testimoniano la persistenza fisica di questi luoghi nella geografia contemporanea e nella memoria collettiva.

Concept:Il progetto nasce da una memoria storica e familiare — Ezio Setti era lo zio della madre dell'artista — ed è costituito da un'installazione che crea un ambiente in cui il visitatore occasionale diventa testimone e parte attiva di un atto di trasmissione. Lo spazio del sottopassaggio ferroviario diventa metafora del viaggio forzato e del transito verso la deportazione, ma anche opportunità di incontro tra presente e passato. Il ripetersi ciclico della caduta della lettera evoca un "salto nel tempo e nello spazio" che permette di ricongiungersi con Ezio, ancora una volta, nonostante la sua assenza.


Biografia breve
Matteo Setti Peterlini, (Rovereto 1970), vive tra Berlino e Rovereto (Italia), nella sua pratica artistica utilizza diversi media (fotografia, algoritmi, video, performance, disegni, oggetti e installazioni) per creare ambienti e situazioni relazionali che mettono in discussione le convenzioni culturali e percettive. I suoi lavori sono stati ospitati in diverse sedi e manifestazioni tra cui: Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), MART Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Galleria Civica di Arte Contemporanea (Trento), daadgalerie (Berlino), Casa del Mantegna (Mantova), Mese Europeo della Fotografia, Berlinische Galerie (Berlino), Bast'Art (Bratislava), Maison Européenne de la Photographie (Parigi), Museum auf Abruf (Vienna), Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean (Lussemburgo), Palazzo delle Esposizioni (Roma), Yunnan Arts Institute YanBoTing (Kunming), Kopfbau Art Basel (Basilea), MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma).


Un progetto di
Nuovo Cineforum Rovereto
Fondazione Caritro
Fondazione Museo Civico di Rovereto


Con il patrocinio di
Comune di Rovereto
ANPI Rovereto - Vallagarina "Angelo Bettini"
MITAG - Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto
ANED - Nazionale


Partner tecnico
MGT Italia, Rovereto



Installazione lettera — Sottopassaggio Stazione Rovereto
Installazione della lettera presso il Sottopassaggio della stazione dei Treni di Rovereto

Intervento a Memorie Familiari — Casa della Memoria Milano
Intervento a Memorie Familiari, Casa della Memoria, Milano, 23 febbraio 2025

Rassegna stampa

Corriere del Trentino — rassegna stampa Il T Quotidiano — rassegna stampa

Il T Quotidiano — Domenica 1 marzo 2026, pag. 23

«L'ultima lettera caduta sui binari si trasforma in arte»

L'installazione di Matteo Setti Peterlini in stazione ispirata allo zio deportato e morto nei lager

di Anna Maria Eccli

L'arte ha preso corpo nel mezzo dello spazio metropolitano del sottopasso che conduce alla stazione ferroviaria di Rovereto: ventitré pannelli fotografici dalla resa sofisticata, magnetici, acromatici, che accolgono e accompagnano il passante come muti testimoni da interrogare. L'allestimento è firmato da Matteo Setti Peterlini, nato a Rovereto nel 1970, artista già noto, con alle spalle importanti esposizioni, tutte all'insegna di nuove percezioni spaziali, temporali e fisiche.

Ormai da anni si divide tra la casa di Rovereto e la città più internazionale d'Europa, la Berlino stordente col suo mix di neoclassicismo, brutalismo sovietico e contemporaneità. Nell'esposizione ci sono immagini gigantografiche scattate con una macchina degli anni '10; rappresentano la storia tragica di un prozio materno a Mauthausen, Ezio Setti, che proprio sui binari lanciò l'ultima lettera ai familiari in cui scrisse "Sono tranquillo, altrettanto fate voi". Frase che oggi dà il titolo all'allestimento. Era il 14 marzo 1944, 6 mesi più tardi Ezio morirà.

L'artista ha eseguito un modo originale per coinvolgere i passanti, lasciando loro cadere sulla testa, a intervalli precisi e non noti, copie numerate della lettera: ogni giorno ne cadono circa quattro da un dispositivo fissato al soffitto. La stazione è il non-luogo degli addii, ma quella di Ezio fu la più definitiva che si possa immaginare.

Matteo, racconta una vicenda che sembra romanzata.
Invece è vera. Io ascoltavo dalle labbra di mamma quando ero piccolo. Quando, 5 anni fa, è morta, ho sentito impellente il bisogno di ripensare alla mia vita proprio partendo da quello che lei mi raccontava. Mi sono detto "chi deve ora raccontare questa storia, se non io?"

Chi era Ezio Setti?
Era fratello di nonno Francesco, nato a Marco nel 1887. Fu sindaco di Marco quando il paese era completamente distrutto dalla Grande guerra. Negli anni Venti andò a lavorare alla Caproni di Milano. Era socialista, cattolico, antifascista. L'11 marzo 1944, accusato di aver partecipato a uno sciopero, venne catturato in Via Poma, imprigionato e poi deportato nel lager di Mauthausen, dove morirà l'11 settembre dello stesso anno.

«Ezio Setti era stato sindaco di Marco. Fu accusato di aver partecipato a degli scioperi. Venne catturato in via Poma e spedito a Mauthausen»

Le installazioni di solito perseguono i sogni contemporanei dell'interattività. Come possiamo definire la sua arte?
Non saprei in quale categoria mettermi. Di sicuro tutta la mia attività testimonia che tra arte e vita non c'è differenza. La mia prima performance l'ho fatta a 5 anni quando, col cuore in gola, scattai verso il bosco che si stendeva dietro casa. Iniziai a capire che la vera arte sta nel gesto, spesso nella semplicità in cui ci si può ritrovare esistenzialmente. L'arte è esperienza, movimento, messaggio.

A 23 anni è stato un "artista postale", cosa significa?
Scambiavo disegni, scritti, opere con artisti di tutto il mondo. La Mail Art è una corrente interessante: la formalizzò Ray Johnson. Con la lettera di Ezio sono tornato a quell'idea di scambio. Chi passa e si china per raccogliere la lettera caduta dal nulla si fa parte dell'allestimento.

«Con la lettera di Ezio sono tornato alla Mail Art, all'idea di scambio. Chi passa e si china per raccogliere la lettera caduta dal nulla si fa parte dell'allestimento»

Ma le lettere cadranno a terra, saranno calpestate...
Certo. L'atto del raccogliere sta nella responsabilità individuale. Il grande compito dell'arte è ampliare la sensibilità delle persone. Ezio fa parte della storia di 30 mila deportati politici che ebbero l'unica colpa di far parlare la propria coscienza. Rappresenta per me l'unione di spirito critico, responsabilità, visione umanista, ciò che l'arte dovrebbe incarnare oggi.

A che progetto sta pensando, ora?
Vorrei allestire un Missing Museum, un museo della scomparsa, dove non lo so ancora. La prima, di una serie di installazioni, l'ho realizzata due anni fa a Milano ed è una scala impossibile da percorrere.


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